Scritto da il 04-05-2013

SIEPE

Distanze legali – muro divisorio – alberi e piante, ecco cosa ha previsto la Corte di Cassazione – Seconda civile Sentenza 93 del 04.01.2013

La nozione di muro divisorio, proprio o comune, che, a norma dell’art. 892 c.c., comma 4, consente di non osservare le distanze stabilite per chi vuole piantare alberi presso il confine, coincide con quella di muro divisorio risultante dall’art. 881 c.c., muro, a tali effetti, è soltanto quel manufatto che impedisce al vicino di vedere le piante altrui, in quanto la ratio della norma è appunto quella di nascondere le piante stessa alla vista del vicino

La nozione di muro divisorio, proprio o comune, che, a norma dell’art. 892 c. c., comma 4, consente di non osservare le distanze stabilite per chi vuole piantare alberi presso il confine, coincide con quella di muro divisorio risultante dall’art. 881 c. c., muro, a tali effetti, è soltanto quel manufatto che impedisce al vicino di vedere le piante altrui, in quanto la ratio della norma è appunto quella di nascondere le piante stessa alla vista del vicino

 Partendo da questa Sentenza e su esplicita richiesta di un lettore, approfittiamo per trasmettere ai nostri lettori e proprietari di terreni confinanti con le strade, qualora sui terreni di loro proprietà e lungo il confine della strada vi siano siepi o piante, hanno l’obbligo di far sì che rami e siepi non invadano la strada e che non impediscano all’utenza di vedere dalle distanze utili, la segnaletica stradale installata, alcune considerazioni nonché consigli.

 Devono altresì preoccuparsi di liberare immediatamente le sede stradale da ramaglie di qualsiasi specie e dimensione cadute sulla strada medesima dalle proprie piante o siepi per qualsivoglia ragione.

 Queste disposizioni sono stabilite dall’art. 29 del Codice della Strada che prevede anche l’applicazione di sanzioni a carico di coloro che non le rispettano. Sanzioni da un minimo di € 168,00 ad un massimo di € 674,00, con l’obbligo di ripristino stati luogo.

 La norma è posta a tutela della sicurezza degli utenti delle strade, è evidente che la collaborazione dei cittadini interessati ha grande importanza poiché un’eventuale loro trascuratezza può essere causa di incidenti con conseguenze gravi che si possono ripercuotere anche sul piano penale e dei danni in caso di accertata omissione.

 Salva la responsabilità di coloro che sono tenuti a provvedere e che non vi provvedono e nei confronti dei quali sarà avviata la procedura stabilita dal Codice della Strada.

 Si rammenta che in caso di accertamento da parte degli organi di polizia stradale, oltre alla già citata contravvenzione e la sanzione accessoria,  qualora riscontrasse che l’omissione possa comportare effettivo e immediato pericolo per l’incolumità degli utenti, interverrà d’urgenza ripristinando lo stato di sicurezza necessario e ciò senza bisogno di altra formalità con carico di spese per colui che avrebbe potuto provvedere autonomamente ma non lo ha fatto.

 A titolo puramente informativo riportiamo alcuni articoli che attinenti alla tematica:

 Art. 29. Piantagioni e siepi. Codice della Stada

1. I proprietari confinanti hanno l’obbligo di mantenere le siepi in modo da non restringere o danneggiare la strada o l’autostrada e di tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il confine stradale e che nascondono la segnaletica o che ne compromettono comunque la leggibilità dalla distanza e dalla angolazione necessarie.

2. Qualora per effetto di intemperie o per qualsiasi altra causa vengano a cadere sul piano stradale alberi piantati in terreni laterali o ramaglie di qualsiasi specie e dimensioni, il proprietario di essi è tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile.

3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674.

4. Alla violazione delle precedenti disposizioni consegue la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo, per l’autore della stessa, del ripristino a sue spese dei luoghi o della rimozione delle opere abusive secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

 Codice Civile

 Art. 892 – Distanze per gli alberi

Chi vuole piantare alberi presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, dagli usi locali. Se gli uni e gli altri non dispongono, devono essere osservate le seguenti distanze dal confine:

1) tre metri per gli alberi di alto fusto. Rispetto alle distanze, si considerano alberi di alto fusto quelli il cui fusto, semplice o diviso in rami, sorge ad altezza notevole, come sono i noci, i castagni, le querce, i pini, i cipressi, gli olmi, i pioppi, i platani e simili;

2) un metro e mezzo per gli alberi di non alto fusto. Sono reputati tali quelli il cui fusto, sorto ad altezza non superiore a tre metri, si diffonde in rami;

3) mezzo metro per le viti, gli arbusti, le siepi vive, le piante da frutto di altezza non maggiore di due metri e mezzo.

La distanza deve essere però di un metro, qualora le siepi siano di ontano, di castagno o di altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo, e di due metri per le siepi di robinie.

La distanza si misura dalla linea del confine alla base esterna del tronco dell’albero nel tempo della piantagione, o dalla linea stessa al luogo dove fu fatta la semina.

Le distanze anzidette non si devono osservare se sul confine esiste un uro divisorio, proprio o comune, purchè le piante siano tenute ad altezza che non ecceda la sommità del muro.

Art. 893. Alberi presso strade, canali e sul confine di boschi.

Per gli alberi che nascono o si piantano nei boschi, sul confine con terreni non boschivi, o lungo le strade o le sponde dei canali, si osservano, trattandosi di boschi, canali e strade di proprietà privata, i regolamenti e, in mancanza, gli usi locali. Se gli uni e gli altri non dispongono, si osservano le distanze prescritte dall’articolo precedente.

 Art. 894 – Alberi a distanza non legale

Il vicino può esigere che si estirpino gli alberi e le siepi che sono piantate o che nascono a distanza minore di quelle indicate dagli articoli precedenti.

 Art. 895 – Divieto di ripiantare alberi a distanza non legale

Se si è acquistato il diritto di tenere alberi a distanza minore di quelle sopraindicate, e l’albero muore o viene reciso o abbattuto, il vicino non può sostituirlo, se non osservando la distanza legale.

La disposizione non si applica quando gli alberi fanno parte di un filare situato lungo il confine.

 Art. 896 – Recisione di rami protesi e di radici

Quegli sul cui fondo si protendono i rami degli alberi del vicino può in qualunque tempo costringerlo a tagliarli, e può egli stesso tagliare le radici che si addentrano nel suo fondo, salvi però in ambedue i casi i regolamenti e gli usi locali.

Se gli usi locali non dispongono diversamente, i frutti naturalmente caduti dai rami protesi sul fondo del vicino appartengono al proprietario del fondo su cui sono caduti.

Se a norma degli usi locali i frutti appartengono al proprietario dell’albero, per la raccolta di essi si applica il disposto dell’art. 843 (Accesso al fondo).

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